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foto con commenti poetici e quasi poesie
Onore e gloria
post pubblicato in POESIE, il 17 ottobre 2010

Onore e gloria,  polvere e sabbia

sotto il sole cocente, con le unghie

e coi denti mordono la rabbia.

 

I nostri soldati, diavoli blindati,

 le polverose vie percorrendo

da angeli del bene mascherati.

 

Cercano il nemico, in mille anfratti

 nascosto, all'attacco sempre pronto

ad agire contro gli invasori distratti.

 

Ma i nostri, orgogliosi d'appartenere

al mondo libero supremo , di pace

portatore, nulla hanno da temere!

 

In patria onore e gloria troveranno!

Chiusi In una bara da quattro colori

Ricoperta, percorreranno la via del ritorno

 

tra discorsi roboanti, d'assenzio

Adulterati, dei politici impegnati,

 tra fanfare e trombe del silenzio

 

a rendere loro l'ultimo omaggio.

Neppure il pianto dei cari sentiranno

in questo loro ultimo viaggio.

 

Onore e gloria, a questi nostri fratelli,

figli dell'inganno, vittime colpevoli

d'aver creduto di essere agnelli

 

portando la morte sotto cielo straniero.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 17/10/2010 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le armi e la pace
post pubblicato in POESIE, il 10 ottobre 2010

Morti, ancora morti, sempre morti!

Morti per la pace, morti in guerra!

Morti portando la pace con l'armi

in mano. In quella lontana terra.

 

Son partiti, dell'inganno smarriti

figli. Dicono ora i loro mandanti:

da veri guerrieri, da eroi son morti

per difenderci, I nostri soldati!

 

Ipocriti! san bene che  con la guerra

e le armi nessuna pace è possibile!

Che guerra e dolore solo  si genera!

 

 Piangono tutti In quella lontana terra ,

di miseria e di fame i ventri son gonfi!

 di morti innocenti è concimata la terra.

 

 Di dolore e di rabbia salgono le urla

da quella terra martoriata.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 10/10/2010 alle 18:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Inno ad una ragazzina uccisa innocente
post pubblicato in POESIE, il 3 maggio 2009
Viaggiavi felice con la famiglia;
papa, mamma, e parenti in compagnia,
d'innocenza ancora vestita,
nei tuoi tredici anni ancora ragazzina. 

Che ne sapevi dei pericoli! 
che nella tua patria ogni attimo si corrono,
dei soldati stranieri venuti a liberarti (?),
del fuoco amico che spesso uccide i fratelli.

Che ne sapevi dei cannoni, delle mitraglie, 
delle leggi al tuo popolo imposte,
da arroganti di ogni parte,
a decidere per te la tua sorte.

Nulla sapevi! quando il proiettile ti ha colpito,
la tua innocenza in un istante cogliendo,
a te nessuno a mai chiesto il consenso,
ed ora giaci senza vita, per una guerra 
per te senza senso.

Ed ora è con "profondo sgomento" 
che i tui carnefici la notizia accolgono,
pronti a versar lacrime, che neanche 
un coccodrillo ne sarebbe capace.

Chiusi nel loro oblio, popolato
di rancore e d'odio,
continueranno a mietere 
della terra il grano innocente.








    


A Joy Johnson morta di T.B.C. a Bari. Era clandestina da alcuni mesi, per vivere faceva la prostituta e per paura non è andata in ospedale
post pubblicato in POESIE, il 21 marzo 2009

Approdasti in Italia convinta d'essere nell'eden

nella terra promessa dagli antichi dèi ormai moribondi,

(ma tu questo non potevi saperlo, gufi neri come la notte t’hanno detto che dio provvede con misericordia ai suoi  figli)

 piena di speranze, di voglia di ricominciare una vita migliore. 

La prostituta ti facevan fare, schiava moderna di una societa che nulla da senza niente chiedere,

che per tutto ha un prezzo,  che senza ritegno, pure la madre per soldi venderebbe.

Credevi di poterti riscattare e sottostavi ai voleri dei tuoi nuovi padroni, magari convinta che un giorno  qualcuno t’avrebbe liberata,

senza nulla sapere del mondo in cui vivevi, senza nulla sospettare (o lo sapevi e per paura tacesti?) ti sei lasciata convincere da menti corrotte, 

da menti abituate a trattare l’essere umano come fosse oggeto da usare e gettare.

Senza nessun sentimento t’hanno usata per il loro guadagno e divertimento,

poi, stanchi e sazi, t’hanno abbandonata in un campo come un cane ammalato, 

e, senza prestarti la minima cura, ai loro interessi sono tornati.

E tu, la, sola e agonizzante, per paura hai taciuto, sperando, chissa? che il dio dei gufi ti avrebbe prestato soccorso.

Ma altri uomini sono arrivati, fratelli dei caini che t’hanno sfruttato, ma ormai era tardi per ridarti la vita che tanto                 agognavi.

Ed ora si dispera Abele del torto subito, come se la mala sorte a lui fosse toccata, e tu, di nuovo, un’altra beffa subisci,

che per i diseredati umani neanche nella morte c’è pace.

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