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A te vengo.
post pubblicato in Racconti in prosa, il 12 dicembre 2010

A te vengo, dolce fiore, nella notte buia a rischiarare il mio cuore col tuo sorriso che in se racchiude l'universo. A te porto il mio essere,di continue battaglie stanco; sfibrato nell'animo, m'accingo a bere dalla tua fonte come un viandante assetato, sicuro di trovare in te nuova energia. o mia fonte di vita!

Che sarei stato senza il tuo rifugio? Senza quel luogo sicuro ove riposare le mie membra? Dove sarei, ora? Sperduto nei bui meandri della vita! Tra le pieghe della notte, chiuso nel mio io, adorerei forse il più sublime dei peccati o, seguendo l'istinto, immerso nel fango della solitudine.

C'era un tempo - il tempo della mia inettitudine, prima che tu arrivassi a illuminare la notte - in cui vivevo solo di me stesso, dove gli altri plasmavo con sembianze a me utili; nulla esisteva oltre il mio orizzonte! Nulla era più gratificante dell'adorazione di me stesso! La ricerca delle mie emozioni era rivolta a soddisfare i capricci del mio essere, la mente navigava nel solo orizzonte conosciuto, il mio.

Ora che la notte hai rischiarato, d'incanto s'è aperto l'orizzonte. d'improvviso hai dato forma al mondo magico dell'amore. Ora, seppur la notte ancora dipana i suoi tentacoli bui, nulla può oscurare più la luce che in me hai infuso. 

 

A te vengo, lieve farfalla che, gentile, trasformi i miei incubi in magiche favole , che apri orizzonti sconosciuti seppur in me da sempre esistenti. A te, che il dono più grande m'hai dato, porgo umile i miei servigi.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 12/12/2010 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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